WATET GOJJAM PROJECT – Progetto latte nel Gojjam

In alcune aree dell’Etiopia, guerra e siccità lasciano milioni di persone in stato d’insicurezza alimentare e spesso tagliate fuori dagli aiuti. Il Governo stima che i bambini gravemente malnutriti siano oltre 100.000. La concomitanza di siccità, conflitti in espansione, prezzi alimentari ed energetici in aumento, malattie e povertà diffusa spingono donne e bambini del Corno d’Africa in un disastroso baratro in cui la speranza di vita riduce i margini di esistenza.
Lo scopo del presente progetto è quello di migliorare l’uso di risorse naturali, promuovendo e sostenendo attività produttrici di reddito, sopratutto per le donne, individuando nell’allevamento e nella produzione di latte un percorso che garantisca, oltre ad una maggiore sicurezza alimentare, il superamento di una frammentarietà produttiva che caratterizza l’economia rurale di vaste aree agricole.
L’allevamento e la produzione di latte, fino ad oggi per la maggior parte delegato alla mera iniziativa individuale, rappresenta un’opportunità economica di autosviluppo che, oltre a garantire un percorso di reale produzione di reddito , apre la strada ad una più complessa ed esaustiva fase di rafforzamento della distribuzione di un alimento fondamentale per la dieta infantile come è il latte.

Il primo stadio del progetto, quindi, è la creazione di un piccolo ma autosufficiente progetto agrozootecnico in grado di produrre latte alimentare, distribuirlo alle famiglie, assicurando cibo, lavoro e un’attività economica che presto potrebbe correre con le proprie gambe.

a) la costruzione di piccola stalla per la stabulazione di 10 mucche da latte
b) l’installazione dell’attrezzatura atta ad operarne la mungitura
c) la fornitura di un piccolo ma efficace ciclo di conservazione del latte prodotto per la sua commercializzazione e trasformazione.

La realizzazione di questa struttura e le sue funzionalità necessitano della fondamentale accessibilità alle risorse idriche. L’area in cui edificare la struttura ne è provvista ma mancano i mezzi per un suo prelievo e successivo uso, sia come acqua potabile che come strumento per le necessità di servizio (operazioni di pulizia e abbeveraggio del bestiame ecc…). Ecco quindi che l’accesso a questa fondamentale risorsa deve essere garantito da un impianto per l’estrazione e depurazione dell’acqua.
Altra risorsa fondamentale per il funzionamento e la gestione della struttura è rappresentata dall’alimentazione elettrica che, attualmente in Etiopia, non è garantita con continuità (l’energia elettrica è spesso garantita per alcune ore del giorno e solo poco più del 5% della popolazione puo accedervi).
Ecco allora che per superare questa precarietà la struttura, per il suo funzionamento, dovrebbe essere corredata di pannelli fotovoltaici e solari, al fine di garantirne l’efficienza continuativa.

fotografia di Claudio Rossi

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