Diario del gemellaggio Trento-Bata (parte 3)

Prosegue il diario di bordo… (leggi la prima e la seconda parte):

Domenica 14 agosto 2011: digiuno ortodosso e costruzione di un luogo per la stagionatura delle formaggelle

Ci aspetta una nuova problematica interna alla fattibilità dei piccoli passi del nostro progetto: abbiamo fatto il formaggio, fresco e buono, però in questo periodo gli ortodossi hanno iniziato il digiuno che durerà 15 giorni. La Chiesa ortodossa etiopica (Tewahedo) pone molta enfasi sul Vecchio Testamento. Un esempio evidente è proprio quello della dieta. Molti cibi sono vietati, il modo di uccidere gli animali strettamente regolato, i giorni di digiuno corrispondono a quelli previsti nel Vecchio Testamento. Questo significa che non mangiano carne, latte e uova e nemmeno derivati per tutto il periodo previsto.

Il formaggio, quindi, dovremmo stagionarlo, ma per intanto non abbiamo la cantina per lo scopo. Allora scatta l’ingegno dei nostri partner, che al progetto ci credono con tutte le loro forze. Si va al mercato, fra casette di pali di legno e argilla, troviamo uno scaffale smontabile a 5 piani, poi si prosegue verso la “bottega” di un sarto che, con estrema cortesia ci accompagna a cercare una tela adatta per coprire la nostra artigianale “cantinetta”. Trovata la tela, assistiamo  ad un’opera di “artigianato professionale”: con un semplice metro, una penna bic e una forbice da sarto, si taglia la tela in piedi, tenendola fra le mani, poi con raffinatezza altrettanto professionale si imbastisce una cucitura così precisa che sembra un lavoro eseguito con macchine altamente tecnologiche, ma erano solo le abili mani del sarto che ci ha costruito un sacco di copertura per proteggere il nostro formaggio durante la stagionatura.

Ritorniamo in sede e installiamo la nostra “cantina”: la temperatura, in questo periodo delle piogge, è ideale, 12-16 gradi. Proviamo. Dopo tre giorni assistiamo all’evento: il formaggio sta stagionando, le forme hanno assunto il caratteristico colore paglierino. È fatta: il formaggio autoctono è una realtà. Andiamo a riposare soddisfatti e contenti di aver saputo indicare una strada che, per i nostri partner, può significare un futuro di maggiori certezze, per loro, per le loro famiglie e per i loro concittadini. Questi potrebbero essere giorni che valgono anni.

Claudio Rossi

Ecco le formaggelle prima della stagionatura:

Le prime formaggelle!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...